Torniamo con un nuovo passo, stavolta un po' particolare!
Domanda particolare: ma dopo tutti questi post e questi progressi fatti nel nostro viaggio, è possibile riassumere, in poche, ma significative, parole, il nostro verbo dalla A alla Z? Probabilmente sì, ed è questo lo spunto al quale ho pensato, post dopo post, in questo abbecedario..
A come ago
B come brevetto
C come collegamento
D come donna
E come elettricità
F come filo
G come gobelin
H come Howe
I come innovazione
L come localizzare
M come mercato
N come Necchi
O come oggi
P come pubblicità
Q come Quirinale
R come Regnault
S come Singer
T come Thimonnier
U come USA
V come vestire
Z come zig-zag
Al prossimo post!
D.M
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martedì 19 maggio 2020
STEP #17 - Cucire dalla A alla Z
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venerdì 3 aprile 2020
STEP #06 - Leggere e convivere col cucire
Eccoci nuovamente!
Un tempo non esistevano le catene di moda a basso prezzo, e possedere una macchina da cucire per una sarta rappresentava una grande opportunità: cuciture più veloci, più vestiti cuciti nel corso della giornata, maggiore guadagno per coloro che hanno fatto di quest'azione il proprio lavoro.
Proprio questo è il tema trattato dalla scrittrice Bianca Pitzorno, col suo recente romanzo Il sogno della macchina da cucire, della editrice Bompiani.
La copertina del libro, 2018, ed. Bompiani
Ma il romanzo di Bianca Pitzorno, come può far pensare il titolo, non si limita ad una semplice analisi dell'azione del cucire e del modo di lavorare delle sarte, bensì fornisce, tramite la vita della giovane sarta, protagonista della vicenda, un'attenta descrizione degli usi e delle dinamiche della società italiana (molto probabilmente, il romanzo è ambientato in Sardegna, regione di origine dell'autrice) degli albori del Novecento, mettendo in luce un particolare aspetto, legato proprio al "sogno" di possedere la macchina da cucire: con questo prezioso "strumento", una donna poteva dimostrare di mantenersi da sola col proprio lavoro. In quel periodo infatti, per una donna, vivere da sola significava essere guardata con sospetto, molto spesso portando ad un'accusa di prostituzione..
La stessa Bianca Pitzorno, in un'intervista presso la sede della casa editrice Bompiani a Milano, ha ribadito questo aspetto...
Al prossimo post!
D.M
Sitografia:
Un tempo non esistevano le catene di moda a basso prezzo, e possedere una macchina da cucire per una sarta rappresentava una grande opportunità: cuciture più veloci, più vestiti cuciti nel corso della giornata, maggiore guadagno per coloro che hanno fatto di quest'azione il proprio lavoro.
Proprio questo è il tema trattato dalla scrittrice Bianca Pitzorno, col suo recente romanzo Il sogno della macchina da cucire, della editrice Bompiani.
La copertina del libro, 2018, ed. Bompiani
Ma il romanzo di Bianca Pitzorno, come può far pensare il titolo, non si limita ad una semplice analisi dell'azione del cucire e del modo di lavorare delle sarte, bensì fornisce, tramite la vita della giovane sarta, protagonista della vicenda, un'attenta descrizione degli usi e delle dinamiche della società italiana (molto probabilmente, il romanzo è ambientato in Sardegna, regione di origine dell'autrice) degli albori del Novecento, mettendo in luce un particolare aspetto, legato proprio al "sogno" di possedere la macchina da cucire: con questo prezioso "strumento", una donna poteva dimostrare di mantenersi da sola col proprio lavoro. In quel periodo infatti, per una donna, vivere da sola significava essere guardata con sospetto, molto spesso portando ad un'accusa di prostituzione..
La stessa Bianca Pitzorno, in un'intervista presso la sede della casa editrice Bompiani a Milano, ha ribadito questo aspetto...
Al prossimo post!
D.M
Sitografia:
- https://www.silenziostoleggendo.com/2018/10/26/recensione-il-sogno-della-macchina-da-cucire/
- https://www.bompiani.it/catalogo/il-sogno-della-macchina-da-cucire-9788845299032
- http://www.sulromanzo.it/blog/perche-le-donne-sognavano-una-macchina-da-cucire-intervista-a-bianca-pitzorno
lunedì 23 marzo 2020
STEP #01 BIS - Cucire in tante lingue diverse
Ben ritrovati!
Abbiamo una traduzione del verbo cucire per tutti i popoli: "to sew" per gli inglesi, "nahen" per i tedeschi, "coser" per gli spagnoli, "coudre" per i francesi, "costurar" per i portoghesi, "naaien" per gli olandesi, "cosut" per i rumeni ecc..
Quella del cucire è un'azione, un'usanza, che ancora ai nostri giorni è molto diffusa, ma che è sempre stata tipica dell'essere umano nella sua evoluzione, come testimoniano tutte le traduzioni del verbo nelle varie lingue del mondo. In particolare, negli ultimi secoli, questa attività ha conosciuto un ruolo di primo piano, specialmente nella vita delle donne...
Al prossimo post!
D.M
Sitografia:
Abbiamo una traduzione del verbo cucire per tutti i popoli: "to sew" per gli inglesi, "nahen" per i tedeschi, "coser" per gli spagnoli, "coudre" per i francesi, "costurar" per i portoghesi, "naaien" per gli olandesi, "cosut" per i rumeni ecc..
Quella del cucire è un'azione, un'usanza, che ancora ai nostri giorni è molto diffusa, ma che è sempre stata tipica dell'essere umano nella sua evoluzione, come testimoniano tutte le traduzioni del verbo nelle varie lingue del mondo. In particolare, negli ultimi secoli, questa attività ha conosciuto un ruolo di primo piano, specialmente nella vita delle donne...
Al prossimo post!
D.M
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